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LVI Settimana di studio

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LA GUERRA COME APOCALISSE. INTERPRETAZIONI, DISVELAMENTI, PAURE

La prima guerra mondiale è stata spesso rappresentata, dai contemporanei e dagli storici specialisti, come l’Urkatastrophe del ventesimo secolo, o come «apocalisse della modernità», per usare l’espressione con cui Emilio Gentile ha efficacemente battezzato uno studio di alcuni fa.
Ante 1914, la letteratura “profetica” sul prossimo avvento di un cataclisma armato che avrebbe sconvolto gli assetti politici e sociali faceva il paio con la diffusa attesa di un grande conflitto che avrebbe rigenerato le stanche società europee, applicando alla storia delle nazioni gli assunti di massima del darwinismo sociale. Non sorprende allora che, quando scoppiò, la guerra fosse diffusamente percepita come un’apocalisse, nel bene e nel male. La guerra fu il suicidio terminale della migliore delle civiltà possibili, come avrebbe scritto Freud, la fine dell’«età d’oro della sicurezza», secondo il romanziere Stefan Zweig, che nello sgretolamento della civiltà europea del 1914 vedeva la matrice del mondo totalitario che l’avrebbe costretto, lui ebreo cosmopolita, all’esilio dalla sua Vienna, o la straordinaria occasione di inizio di una nuova era, secondo gli entusiastici slogan di una vasta galassia di pubblicisti, artisti, giovani. In molti di costoro, peraltro, la realtà della guerra fece rapidamente aggio sul discorso o l’immaginario della guerra: diversi, tra gli intellettuali e gli artisti che assaporarono l’esperienza del fronte, sperimentarono una profonda disillusione che portò alcuni (tra quelli che sopravvissero) a convertirsi su posizioni radicalmente pacifiste, o rivoluzionarie.
La dimensione palingenetica della grande guerra intrecciò inevitabilmente le attese rivoluzionarie, e per certi versi le amplificò. Lo fece in modo palese, creando le condizioni per il rovesciamento dei regimi esistenti, come nell’impero zarista del 1917, ma anche elaborando modelli di organizzazione che vennero letti come anticipazioni di un’inevitabile evoluzione del rapporto tra potere, economia e collettività. La concentrazione sullo sforzo bellico e la necessità di consolidare gli apparati pubblici per governare e gestore produzione industriale, commercio e risorse umane, condusse ovunque ad un salto nei processi di statalizzazione, come emerse nettamente nel “socialismo di guerra” in Germania. Come avrebbe notato Bucharin «la guerra sollevò di colpo il problema del potere statale». La guerra fu l’occasione e la matrice per la rivoluzione, ma anche il laboratorio di nuove concezioni dello stato.
La guerra come apocalisse fu dunque una pratica discorsiva straordinariamente diffusa tra chi la guerra la invocò, e tra coloro che partirono per viverla. Fu, naturalmente, al centro del discorso religioso del 1914-1918 (della Chiesa cattolica, che sul tema della guerra giusta o inutile rivelò la sua natura composita, come delle chiese protestanti) e fu un efficace atout retorico nel vocabolario delle classi dirigenti e degli esponenti di movimenti politici di più diversa ispirazione.
Il convegno ha come scopo di:
- storicizzare e relativizzare la lettura apocalittica della Grande Guerra, individuandone le genealogie concettuali, gli antecedenti mediatici e i limiti, adottando per questo una prospettiva globale (non esclusivamente italo- né eurocentrica) che consenta di evidenziare anche narrazioni della guerra in contesti culturali (come quello islamico) in cui la categoria di apocalisse è assente
- evidenziare le declinazioni della visione apocalittica del 1914-1918 nei diversi linguaggi (letterario, artistico visivo, religioso, politico)
- analizzare criticamente le accezioni della guerra come apocalisse (cataclisma terminale, inizio di una nuova era, occasione rivoluzionaria, adempimento delle missioni nazionali, lotta per la sopravvivenza, crociata contro il male)
- comparare i diversi casi nazionali e tracciare le coniugazioni dell’apocalisse a nei differenti contesti culturali

Partners: 
Convegno organizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per la Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale Convegno organizzato nell’ambito del Progetto “La prima guerra mondiale 1914-1918” realizzato con il contributo della Provincia Autonoma di Trento
Location: 
Fondazione Bruno Kessler | Via S. Croce, 77 - 38122 Trento
Programma: 

MERCOLEDì 15 ottobre | 15.00 – 19.30

Saluti di apertura | Opening Address
Paolo Pombeni | direttore FBK-Isig
Introduzione | Introduction to the Conference
Gustavo Corni – Oliver Janz – Marco Mondini
Relazione di apertura | Opening Lecture
Jörn Leonhard | Freiburg

PRIMA SESSIONE | FIRST SESSION
Profezie e anticipazioni. Pensare la guerra prima del 1914 |
Prophecy and Predictions. Thinking about War before 1914

Relazione introduttiva e coordinamento | Introduction and Coordination
Emilio Gentile | Roma-La Sapienza

Canzoni e manuali per impedire la fine del mondo. Le guerre antinapoleoniche e l’inizio
della guerra totale
Songs and Manuals to Prevent the End of the World. Anti-Napoleonic Wars and the Beginning
of Total War
Emilie Delivré | FBK-Isig

Le macchine volanti e la distruzione dal cielo. Profezie sulla guerra totale all’alba del Novecento
Flying Machines and Devastation from the Sky. Prophecy on Total War at the Dawn of the 20th Century
Fortunato Minniti | Roma-La Sapienza

L’idea remota della guerra. L’immaginario guerriero nel discorso militare d’età liberale
The Remote Idea of War. War Like Images in the Military Discourse of the Liberal Age
Marco Rovinello | Napoli-Federico II


GIOVEDì 16 ottobre | 9.00 – 13.00

SECONDA SESSIONE | SECOND SESSION 
Immagini e visioni della guerra apocalittica | Images and Visions of Apocalyptic War

Relazione introduttiva e coordinamento | Introduction and Coordination
Alberto Melloni | Modena e Reggio Emilia

L’eredità infranta. Gli storici dell’arte europei di fronte all’apocalisse armata
The Broken Legacy. European Art Historians and the Armed Apocalypse
Marta Nezzo | Padova

Memorie di una catastrofe artistica: la distruzione della cattedrale di Reims (19 settembre 1914)
Memories of an Artistic Disaster: the Destruction of the Reims Cathedral (Sept. 19th, 1914)
Michela Passini | CRNS Parigi

L'utopia universalista alla prova dei nazionalismi: la massoneria e la Grande Guerra
Universalistic Utopia Challenged by Nationalisms: Freemasonry and the Great War
Fulvio Conti | Firenze

The Apocalyptic Landscapes of Futurist Painters
I paesaggi apocalittici dei futuristi
Selena Daly | Trinity College Dublino

«Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco...». Predicare l'Apocalisse al tempo della Grande Guerra
«Then I saw heaven standing open and there was a white horse …». Preaching the Apocalypse at the Time of World War
Sante Lesti | Scuola Normale Superiore di Pisa

Cronache del dopo-bomba: il cinema italiano e ciò che resta della violenza
Accounts of the Bombings: Italian Movies and what Remains of Violence
Alessandro Faccioli | Padova

TERZA SESSIONE | THIRD SESSION
Discorsi e scritture | Speeches and Scriptures

Introduction and Coordination | Relazione introduttiva e coordinamento
Leonard Smith | Oberlin College

An Apocalypse Averted: Combat Rebellion in the French Army (May – June 1917)
Un’apocalisse evitata. Gli ammutinamenti nell’esercito francese (maggio - giugno 1917)
Galit Haddad | EHESS Parigi

Apocalissi individuali. I reduci tirolesi tra le due guerre mondiali
Individual Apocalypses. Tyrolean Veterans between the Two World Wars
Oswald Überegger | Bolzano

How to Survive an Apocalypse: Farming without Men
Come sopravvivere all’apocalisse. Lavorare le campagne senza uomini
Gunda Barth-Scalmani | Innsbruck

Guerre dimenticate. La testimonianza dei trentini nella memorialistica popolare
Forgotten Wars. The Accounts of Trentino People in Popular Memorial Publications
Quinto Antonelli | Fondazione Museo Storico del Trentino

Gli ultimi giorni dell’umanità. La letteratura dell’apocalisse di Karl Kraus
The Last Days of Mankind. The Literature of Apocalypse by Karl Kraus
Maurizio Cau | FBK-Isig

L’apocalisse proiettata al futuro: “A Fable” di Faulkner
The Apocalypse Cast into the Future: “A Fable” by W.Faulkner
Giorgio Mariani | Università Roma La Sapienza


Venerdì 17 ottobre | 9.00 – 13.00
Quarta sessione | Fourth Session
Soglie della violenza | Threshold of Violence

Introduction and Coordination | Relazione introduttiva e coordinamento
Alan Kramer | Trinity College Dublin

L’attesa della rivoluzione. Il dopoguerra nelle testimonianze dei contadini italiani
Waiting for the Revolution. The Postwar Period in the Stories of Italian Peasants
Roberto Bianchi | Firenze

L'apocalisse sul corpo: mutilazioni e invalidità nel primo conflitto mondiale
Apocalypse on the Body: Mutilations and Disability in World War I
Martina Salvante | Trinity College Dublino

La guerra che verrà. Immaginario della distruzione totale nella guerra fredda
The War to Come. Collective Imagination of Total Devastation During the Cold War
Giovanni Bernardini | FBK-Isig

Guerra fredda e apocalisse nucleare. Ellissi del discorso pubblico sulle riviste militari italiane
Cold War and Nuclear Apocalypse. Ellipsis of the Public Discourse in Italian Military Journals
Nicola Labanca | Siena

La Shoah come rivelazione
Shoah as a Revelation
Guri Schwarz | UCLA

Relazione conclusiva | Final Lecture
Marco Mondini | FBK-Isig


Tavola rotonda conclusiva | Final Round Table | 15.00 – 17.00
La guerra come apocalisse europea o globale? | War as an European or a Global Apocalypse?

Andrea Graziosi | Napoli-Federico II
Oliver Janz | Freie Universität Berlin
Gustavo Corni | Trento

Coordinamento scientifico
Scientific Committee

Gustavo Corni | Trento
Oliver Janz | Freie Universität Berlin
Marco Mondini | FBK-Isig

Traduzione simultanea | Simultaneus Translation