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Storia moderna

Oggetto della ricerca è la portata sintomatica di alcuni fatti “straordinari”, spesso interpretati col ricorso alla spiegazione soprannaturale, che, dopo la grande ondata secentesca, tornano a riemergere su corpi di donne in più parti del mondo cattolico, durante i decenni che seguirono la Rivoluzione.

Anche se sembra sorprendente, la visione della storia da parte della Chiesa e la sua transizione alla modernità nella prima età moderna è un tema che fino ad oggi risulta quasi inesplorato. Questo potrebbe spiegarsi se si considera una preferenza degli studi storici verso ambiti diversi come la pittura e l’architettura. Una tendenza seguita in passato dai papi e dai mecenati, oggi dagli studiosi accademici.

Il progetto “L'interpretazione popolare della legge nell’ Europa del Sattelzeit” affronta la tematica dell’uso popolare della legge, in una prospettiva di storia culturale e politica, mediante l’analisi dei protocolli di tribunali popolari tedesci (i Rügegerichte).

Il suo attuale progetto di ricerca riguarda la storia religiosa del XVI secolo nelle regioni alpine, alla frontiera tra Impero asburgico e Repubblica di Venezia. Attraverso lo studio di modelli di predicazione e insegnamento, intende verificare le modalità di reazione delle comunità religiose alle novità portate dalla scissione confessionale luterana. Tali modelli saranno tratti, in particolare, dall’esperienza dei primi gesuiti attivi come predicatori e insegnanti nella regione, senza per questo trascurare altri esponenti del clero secolare e regolare.

Negli ultimi trent’anni gli studi hanno rivisto le posizioni sulla transizione tra antico regime e modernità, rimettendo in discussione il momento di rottura identificato con la rivoluzione industriale. Essa oggi non è più concepita come una breve fase di decollo, quanto piuttosto come esito di una lunga fase di trasformazioni di tipo globale rintracciabili dai secoli XVII e XVIII, molto più accentuata nelle regioni europee nord-occidentali, con tassi di crescita di reddito pro-capite globalmente modesti, ma con profondi mutamenti strutturali e innovazioni incrementali diffuse.

L’eccezionalità politica determina una straordinaria vitalità degli spazi di dibattito pubblico. La guerra riconduce in superficie voci, pubblici e spazi altrimenti confinati nelle profondità della storia. La piazza rappresentava lo spazio urbano dove un pubblico eteroclito era partecipe di un dibattito politico intenso che si esprimeva attraverso l’oralità e la stampa.

Il progetto traccia la storia di una rete di esiliati politici durante le guerre d’Italia. Il punto di partenza è la corte urbinate di Guidubaldo di Montefeltro resa famosa dal Cortegiano di Baldassar Castiglione. Urbino fu un luogo di incontro per i membri dei casati dei fuoriusciti, o in cerca di una fortuna politica e militare: i Fregoso, i Medici, i Doria, i Della Rovere, i Pallavicino.

Il progetto ha come obiettivo uno studio storico della documentazione dei cosiddetti “Atti Trentini”, un complesso documentario conservato in archivio di stato a Trento, dove sono confluiti gli atti della cancelleria del Principato Vescovile di Trento (insieme a altri materiali archivistici) e la compilazione di un nuovo elenco di consistenza in lingua italiana utilizzando il sistema informatizzato AST della Soprintendenza per i Beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (2011) e dalla PAT.

Il progetto si propone d’indagare, attraverso alcuni ambiti cronologici e geografici di confine, il modo in cui le aggregazioni comunitarie hanno costituito una forma precipua di organizzazione dello spazio e della convivenza politica in area alpina tra tardo Medioevo e prima età moderna.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e dall’Università di Kyoto.

Il progetto triennale intende inventariare e valorizzare dal punto di vista archivistico e storiografico i documenti compresi nella sezione archivistica Libri Copiali, Serie I (1487-1671) e II (1730-1801) facenti parte dell’Archivio del principato vescovile di Trento, conservato presso l’Archivio di Stato di Trento.
Progetto finanziato dalla PAT.

L’attività di ricerca ha individuato la documentazione principesco vescovile che, dispersa dalla sede originaria in seguito alla secolarizzazione del 1803, seguì itinerari diversi rispetto a quelli sinora noti per la documentazione trasportata ad Innsbruck, Vienna e Monaco agli inizi e nel corso del XIX secolo.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (2012) e dal Dipartimento di Lettere dell'Università di Trento.

Il progetto di ricerca affronta il tema della transizione storica, cioè indaga come si dissolvano e si ricostruiscano i paradigmi “culturali” che consentono ai singoli e alle comunità politiche di comprendere e di dominare le dinamiche storiche. Cultura” viene inteso appunto come il termine-concetto per rappresentare fenomeni diversi che vanno dalle elaborazioni intellettuali alle esperienze comunicative, alle costruzioni spontanee o disciplinate di elementi di “educazione”, agli sviluppi degli strumenti di gestione e controllo degli spazi pubblici e delle strutture istituzionali che vi sovrintendono.

L’arco temporale preso in considerazione è di lungo periodo, perché parte grosso modo dalla fase delle “guerre d’Italia” (1494) per arrivare sino alle percezioni di trasformazioni radicali che si ebbero ad inizi anni 70 del XX secolo.
All'interno del progetto sulla transizione ogni ricercatore lavora un progetto specifico, consultabile nella sezione "Progetti sulla transizione" a lato.

Workshop : “Interessi e regole: operatori e istituzioni nel commercio transalpino in età moderna (secoli XVI-XIX).

Il corso porrà al centro dell’attenzione la produzione storiografica della storica americana Natalie Zemon Davis.

Laboratori di metodologia della ricerca storica per la laurea interateneo dell'università di Trento e di Verona: lezioni delle ricercatrici e dei ricercatori dell'Isig

Il progetto, cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, è dedicato all’attività di riordino e di ricerca dell’«Archivio pretorio» al fine di promuoverne la valorizzazione attraverso la creazione di una banca dati fruibile al pubblico.

Il progetto mira ad approfondire le indagini su due delle aree economicamente più dinamiche d’Europa,l’Italia centro-settentrionale e la costellazione delle città mercantili della Germania meridionale (Augsburg, Norimberga, Ulm), lavorando ad un inquadramento storiograficamente aggiornato del complesso delle strutture del commercio transalpino.

La ricerca si inserisce negli studi dedicati alle dinamiche e alle connessioni di alcuni spazi economici maggiormente sviluppati della penisola italiana nel contesto continentale nei primi secoli dell’età moderna, con l’obiettivo di esaminare e mettere a fuoco i mutamenti degli equilibri

delle gerarchie economiche. In questa fase il progetto è dedicato alle attività di alcuni esponenti di un ceto mercantile assai eterogeneo, proveniente dall’Italia settentrionale organizzato talvolta attraverso un sistema di reti familiari transnazionali, operativi nei mercati regionali e