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Studi storici italo-germanici

L’obiettivo è la valutazione degli elementi di convergenza/distinzione tra i programmi e le politiche dei tre partiti (in materia di programmazione economica e welfare state, per citare due esempi), e nei rispettivi tentativi di risposta alla “contestazione” di fine anni ‘60 e alla “crisi sistemica”del decennio successivo.

La ricerca si pone come obiettivo lo studio della transizione costituzionale del secondo dopoguerra, condotto attraverso l’esame delle evoluzioni dottrinali conosciute dalla cultura giuspubblicistica italiana e tedesca tra gli anni Quaranta e Sessanta del Novecento.

Il progetto “L'interpretazione popolare della legge nell’ Europa del Sattelzeit” affronta la tematica dell’uso popolare della legge, in una prospettiva di storia culturale e politica, mediante l’analisi dei protocolli di tribunali popolari tedesci (i Rügegerichte).

I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla storia dell’Europa nel secondo dopoguerra (Guerra fredda, integrazione europea, sistemi politici e culture politiche in chiave comparata) e, in particolare, sulla storia della Germania dal 1945 a oggi.

Il suo attuale progetto di ricerca riguarda la storia religiosa del XVI secolo nelle regioni alpine, alla frontiera tra Impero asburgico e Repubblica di Venezia. Attraverso lo studio di modelli di predicazione e insegnamento, intende verificare le modalità di reazione delle comunità religiose alle novità portate dalla scissione confessionale luterana. Tali modelli saranno tratti, in particolare, dall’esperienza dei primi gesuiti attivi come predicatori e insegnanti nella regione, senza per questo trascurare altri esponenti del clero secolare e regolare.

Scopo del presente progetto è dimostrare come gli strumenti di analisi della storia culturale di guerra possano essere utilizzati per meglio comprendere proprio il secondo dopoguerra.

Negli ultimi trent’anni gli studi hanno rivisto le posizioni sulla transizione tra antico regime e modernità, rimettendo in discussione il momento di rottura identificato con la rivoluzione industriale. Essa oggi non è più concepita come una breve fase di decollo, quanto piuttosto come esito di una lunga fase di trasformazioni di tipo globale rintracciabili dai secoli XVII e XVIII, molto più accentuata nelle regioni europee nord-occidentali, con tassi di crescita di reddito pro-capite globalmente modesti, ma con profondi mutamenti strutturali e innovazioni incrementali diffuse.

Il progetto ha come obiettivo uno studio storico della documentazione dei cosiddetti “Atti Trentini”, un complesso documentario conservato in archivio di stato a Trento, dove sono confluiti gli atti della cancelleria del Principato Vescovile di Trento (insieme a altri materiali archivistici) e la compilazione di un nuovo elenco di consistenza in lingua italiana utilizzando il sistema informatizzato AST della Soprintendenza per i Beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (2011) e dalla PAT.

Il progetto si propone d’indagare, attraverso alcuni ambiti cronologici e geografici di confine, il modo in cui le aggregazioni comunitarie hanno costituito una forma precipua di organizzazione dello spazio e della convivenza politica in area alpina tra tardo Medioevo e prima età moderna.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e dall’Università di Kyoto.

La ricerca intende ricostruire, limitatamente ad alcune fasi del secondo dopoguerra, il problema del peso della storia nella gestione delle transizioni politiche. Si tratta di una ricerca costruita intorno a tre differenti nuclei tematici: la formazione di una nuova cultura costituzionale in Italia e Germania, la gestione della svolta politica fra fine anni Cinquanta ed inizi anni Sessanta in Italia e in Francia, la ricostruzione della identità nazionale in Austria.
Progetto cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Il progetto di ricerca affronta il tema della transizione storica, cioè indaga come si dissolvano e si ricostruiscano i paradigmi “culturali” che consentono ai singoli e alle comunità politiche di comprendere e di dominare le dinamiche storiche. Cultura” viene inteso appunto come il termine-concetto per rappresentare fenomeni diversi che vanno dalle elaborazioni intellettuali alle esperienze comunicative, alle costruzioni spontanee o disciplinate di elementi di “educazione”, agli sviluppi degli strumenti di gestione e controllo degli spazi pubblici e delle strutture istituzionali che vi sovrintendono.

L’arco temporale preso in considerazione è di lungo periodo, perché parte grosso modo dalla fase delle “guerre d’Italia” (1494) per arrivare sino alle percezioni di trasformazioni radicali che si ebbero ad inizi anni 70 del XX secolo.
All'interno del progetto sulla transizione ogni ricercatore lavora un progetto specifico, consultabile nella sezione "Progetti sulla transizione" a lato.

Il progetto intende riflettere sulle linee di continuità/rottura e sui processi di transizione, che connotarono la presenza e le scelte politiche e nazionali dello Stato italiano nelle aree di frontiera nel Novecento.
Progetto post-doc finanziato dalla PAT.

Laboratori di metodologia della ricerca storica per la laurea interateneo dell'università di Trento e di Verona: lezioni delle ricercatrici e dei ricercatori dell'Isig

Europas Schicksal hängt nicht erst heute vor allem von Deutschland ab. Im Mittelpunkt der vorliegenden Studie steht die deutsche Europapolitik zwischen 1949 und 1966. Dieser Zeitraum ist entscheidend, da hier der Wandel erfolgte, durch welchen die Bundesrepublik allmählich wieder eine tragende Rolle auf der internationalen Bühne spielen konnte. Diese auf reichem Quellenmaterial fußende Studie beleuchtet die Motive, Überzeugungen und Ziele der wichtigsten Protagonisten der deutschen Europapolitik sowie die innen- und außenpolitischen Auseinandersetzungen. Der besondere Blickwin- kel Italiens bezeugt, dass die deutsche Europapolitik bereits in den Fünfziger- und Sechzigerjahren nennenswerte Änderungen durchlaufen hat, die außerdem Anlass zu deutschfeindlichen Äußerungen und Haltungen gegeben haben.

La storia delle DH è stata caratterizzata da metafore di successo: una tra le più fortunate è stata "DH Big Tent". Questa formula, lanciata nella conferenza DH 2011 come tema principale della manifestazione, è stata universalmente adottata per propugnare una visione delle DH come una ampia, diversificata e inclusiva comunità di studiosi che usano metodi e strumenti digitali per occuparsi in vari modi del dominio delle scienze umane.