Rappresentazioni della coscienza fra XVI e XVII secolo

La ricerca parte dalla letteratura giuridico-morale, genere testuale dalla circolazione transnazionale grazie alla lingua latina e alla dimensione globale di chi lo produce (ordini religiosi come i gesuiti). Questo corpus – la cui proliferazione è stata promossa dalla stampa e dall’attività missionaria – ha ambito ad agire a un livello che, anacronisticamente, potremmo definire di ‘massa’ proprio attraverso gli ordini religiosi, interpreti e mediatori di questo medium: un medium testuale, replicabile e divulgabile attraverso la stampa, scritto in una lingua elitaria accessibile principalmente al clero maschile. La mediazione è stata svolta, principalmente, attraverso la pratica della confessione sacramentale e dentro il confessionale (altro medium, questa volta fisico, in cui si la precettistica morale viene trasmessa alla ‘massa’ dei penitenti). Il perno di questo sistema di produzione e trasmissione di saperi, finalizzato al controllo e alla plasmazione dei comportamenti, è la coscienza. Essa è concepita come lo spazio interiore, presente in ogni individuo, in cui le istanze individuali negoziano con le leggi religiose e secolari: uno spazio tanto intimo quanto, in realtà, dato come scrutabile e condizionabile.

Alla luce di queste premesse, si intende contribuire al progetto collettivo con una riflessione sullo spazio della coscienza intesa, a sua volta, sia come medium attraverso cui le istanze di controllo vengono inculcate nel profondo dell’individuo sia come oggetto di “mediatizzazione”: la coscienza, infatti, è stata non soltanto perno e oggetto di trattazione del già citato corpus testuale ma anche oggetto di varie forme di rappresentazione, anche visuale.

Questo accade, per esempio, nell’opera del gesuita Jeremias Drechsel, Antigrapheus sive conscientia hominis (pubblicato nel 1652 e soggetto a numerose ristampe), confessore e predicatore alla corte bavarese del principe elettore Massimiliano I. Cosa significa la messa in immagine di questo spazio così cruciale, punto di incrocio tra le leggi interiori della volontà e del desiderio, e quelle esterne della Chiesa e dello Stato?

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