Le grandi illusioni. Strategia mediatica e racconto di guerra nel Novecento europeo: I casi di Francia, Germania e Italia tra 1914 e 1968

Lo studio delle forme del racconto di guerra, sia letterarie che visive, è stato negli ultimi dieci anni uno dei più fruttuosi campi di ricerca a proposito dei due conflitti mondiali. Anche se gli studi comparativi sulla produzione relativa al 1914-18 e al 1939-45 sono ancora pochi, alcuni elementi comuni possono essere già oggi chiaramente individuati.

In primo luogo, la tendenza progressivamente sempre più forte a partire dal 1914 a individuare nei media «semplici» (in primo luogo, il cinema e la fotografia) i vettori principali per la comunicazione di massa a proposito dei conflitti, delle loro ragioni e dei loro scopi. In questo senso, studiare i media, e principalmente i media popolari (cinema e teatro), che si occupano del conflitto vuol dire anche studiare l’incrocio tra il racconto come prodotto di una mobilitazione culturale per la guerra (spontanea) e di una propaganda (organizzata).

In secondo luogo, la tendenza dei «teatri della memoria» popolari (Jay Winter) a soppiantare la comunicazione letteraria colta come portatori di una verità sottesa, ma inconfutabile, rispetto al senso ultimo del conflitto. Lo scopo della comunicazione mass-mediatica a proposito delle guerre non è informare sugli eventi, ma trasformare l’evento stesso per renderlo banale (nel senso attribuito al termine da George Mosse) e dunque accettabile. In questo senso, la mediatizzazione dei conflitti nel Novecento è il tentativo di restituire al tradizionale paradigma culturale della guerra, evento naturale e positivo nella vita delle comunità e degli individui, la sua forza persuasiva.

La ricerca si prefigge di definire, sulla base della ormai consistente letteratura esistente, le «re-gole del campo» (Pierre Bourdieu) del racconto popolare per immagini della guerra nella cultura europea del Novecento; di costruire una griglia di elementi comuni del linguaggio visivo nei mass media; di proporre una scansione comune delle stagioni del racconto per immagini della guerra; di analizzare genesi e scopi della committenza; di analizzare le diverse stagioni della ricezione da parte del pubblico dei prodotti cinematografici e pubblicistici al fine di individuare la soglia di rifiuto dei tradizionali stilemi patriottici.

Persone