La conquista delle montagne tra Otto e Novecento: rappresentazione dell’alpinista e dell’alpinismo a partire dai periodici delle associazioni alpinistiche nazionali

Dopo le prime esplorazioni scientifiche e la scoperta delle Alpi come luogo del sublime, nel corso dell’Ottocento la montagna divenne oggetto di conquista e assunse nuovi significati, sia concreti (economici, culturali) che metaforici, e chiari toni politici. All’interno di un contesto storico già ben definito, ci si propone di approfondire il modo in cui la rappresentazione che i media danno delle imprese alpinistiche si colora di significati politici e di costruzione sociale. Tra Otto e Novecento si crea la figura dell’alpinista, che prima non esisteva, e si afferma un nuovo modo di pensare alla montagna. Le fonti potranno quindi essere interrogate dalla prospettiva della mediatizzazione e delle modalità con cui il fenomeno e la sua rappresentazione si intersecano e si modificano a vicenda.

Il punto di partenza sarà l’analisi dei periodici delle associazioni alpinistiche: “Bollettino del Club Alpino Italiano” (1865), “Jahrbuch des Oesterreichischen Alpen-Vereines” (1865) e “Zeitschrift des Deutschen und Oesterreichischen Alpenvereins” (1872), e il loro precedente inglese, “The Alpine Journal” (1862). Dal confronto tra diverse fonti (periodici, diari, biografie) si potrà valutare il ruolo dei media nella costruzione dell’immaginario alpinistico, quali siano stati i valori e i modelli di riferimento, la sua diffusione in diversi media (narrativa, pubblicità, letteratura, musica); si cercherà quindi di capire come i media abbiano contribuito a promuovere la conquista della montagna, anche in termini politici e nazionali, e a rendere più familiare il rapporto con la montagna, allargandone la fruizione dall’élite aristocratico-borghese dei primi alpinisti a più vaste fasce di pubblico.

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