La crisi delle guerre d'Italia nel sistema multimediale del Cinquecento

Nonostante l’idea della printing revolution, come «fattore di mutamento» (E. Eisenstein) modernizzante della società occidentale, sia stata sottoposta ad una opera di demistificazione dalla storiografia recente, è indubbio che il passaggio tra Quattrocento e Cinquecento rappresenti una fase cruciale di «transizione culturale», innescata dall’elemento tecnologico. Una fase di passaggio «tra due culture e tra due contrastanti tecnologie» (McLuhan), un’epoca di frontiera tra due-mila anni di cultura alfabetica e manoscritta da un lato, e il nuovo meccanicismo della ripetibilità introdotto dalla stampa a caratteri mobili dall’altro.

Oltre che dal punto di vista della comunicazione, anche sul piano politico il crinale tra XV e XVI secolo rappresenta un tornante decisivo nella storia europea: i conflitti delle guerre d’Italia (1494-1559), un ininterrotto episodio bellico per la supremazia sul continente, mutano infatti equilibri geopolitici secolari.

La ricerca intende analizzare la rappresentazione delle guerre d’Italia nel sistema multimediale della prima età moderna in chiave comparativa europea. In particolare, l’attenzione si focalizzerà sulla mediatizzazione di alcuni scontri decisivi, come le battaglie di Marignano e Agnadello, oltre che sulla rappresentazione di alcuni dei principali protagonisti, come l’imperatore Massimiliano I, il re di Francia Luigi XII e i pontefici romani. L’analisi si concentrerà sulla stampa di largo consumo, mettendo il nuovo medium in relazione con gli altri mezzi di comunicazione che contribuiscono alla narrazione di questi eventi nello spazio pubblico contemporaneo (stampe, manoscritti, canzoni).

Da un punto di vista metodologico, si intende procedere all’analisi dei meccanismi operativi nel sistema dei media della prima modernità, mettendo in luce la natura intermediale e multimediale del mondo della comunicazione politica e dell’informazione dell’epoca, oltre che la nascita di alcuni fenomeni, come il sensazionalismo e la diffusione delle false notizie, apparentemente tipici dell’età contemporanea.

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