Media informativi tra Italia e Germania: circolazione, flussi e periodicità nella prima età moderna

Oggetto della ricerca sono i processi di comunicazione tra gruppi sociali e tra regioni lontane verificatisi nella prima età moderna, in particolare grazie alla diffusione della stampa e all’aumento dell’alfabetizzazione, cui si deve nel contempo la diffusione della lettura, della scrittura e anche lo sviluppo della sfera pubblica. In ragione di questi elementi la stampa è considerata una delle radici delle moderne società democratiche. Recenti studi hanno evidenziato che nonostante l’importanza delle nuove tecnologie, le forme tradizionali di comunicazione rimasero cruciali in quest’epoca. La scrittura manoscritta aveva una tradizione di lunga durata nel Mediterraneo che perdurò tra i mercanti, le élite urbane, il clero e la nobiltà, guadagnando un’importanza crescente con l’espandersi della burocrazia pubblica e privata. Pertanto vecchie forme di comunicazione, risalenti al XV secolo, che circolavano in forma manoscritta allegate ad altre tipologie di corrispondenza, convissero con quelle nuove. Esse erano costituiti da brevi resoconti scritti delle principali novità. Il progetto si concentrerà in particolare su una collezione di manoscritti, i cosiddetti Fuggerzeitungen raccolti in 27 volumi contenenti migliaia di avvisi, cui furono abbonati i fratelli Fugger dal 1568 a 1605, conservati dal XVII secolo nella biblioteca imperiale di Vienna. Sulla base di alcuni esemplari campione si esamineranno le caratteristiche generali degli avvisi, le lingue utilizzate, le aree geografiche raggiunte, la loro periodicità e infine le analogie e le differenze tra le copie destinate al mercato italiano e a quello tedesco. La coesistenza di vecchi e nuovi media, la loro circolazione e la ricezione da parte del pubblico si inserisce nell’indagine più ampia che si pone l’obiettivo di inquadrare il processo di sviluppo storico dei media in tutte le sue dimensioni (economiche, tecniche, culturali, politiche e religiose).

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