Media informativi tra Italia e Germania: circolazione, flussi e periodicità nella prima età moderna

I cambiamenti nei processi di comunicazione tra gruppi sociali e tra regioni lontane durante l’epoca moderna sono attribuiti alla diffusione della stampa e all’aumento dell’alfabetizzazione. Ad essa si deve la diffusione della lettura, della scrittura e anche lo sviluppo della sfera pubblica. In ragione di questi elementi la stampa è considerata una delle radici delle moderne società democratiche. Recenti studi hanno evidenziato che nonostante l’importanza delle nuove tecnologie di stampa, le forme tradizionali di comunicazione rimasero cruciali durante l’epoca moderna. La scrittura manoscritta aveva una tradizione di lunga durata nel Mediterraneo che perdurò tra i mercanti, le élite urbane, il clero e la nobiltà, guadagnando un’importanza crescente con l’espandersi della burocrazia pubblica e privata. Pertanto vecchie forme di comunicazione, che risalgono al XV secolo e circolavano in forma manoscritta allegate ad altre forme di corrispondenza, convissero con quelle nuove. Esse erano costituiti da brevi resoconti scritti delle principali novità. Concepiti in origine in alcune metropoli italiane situate in luoghi di confluenza di reti politiche e commerciali, simili fogli si diffusero poi in Europa e nel Mediterraneo. Fino alla fine del Settecento fogli manoscritti riprodotti settimanalmente in decine di esemplari in botteghe di copisti continuarono a convivere con quelli a stampa, inviati ai sottoscrittori attraverso i servizi postali.

In particolare, il progetto studierà un complesso di giornali manoscritti conservato nel fondo Hofrat del Tiroler Landesarchiv di Innsbruck, i cosiddetti “avisi”, assimilabili ai più noti “Fuggerzeitungen” conservati a Vienna. Essi sono allegati alle corrispondenze degli oratori cesarei degli anni 1571-1583, inviate alla corte dell’arciduca Ferdinando II d’Asburgo della linea di Innsbruck. Attraverso gli “avisi” è possibile ricostruire la circolazione delle notizie, il cui “centro di raccolta e di smistamento” era costituito da Venezia e secondariamente da Roma. Sulla base di questi esemplari si esamineranno le caratteristiche generali degli avvisi manoscritti, le lingue utilizzate, le aree geografiche che essi raggiungevano, la loro periodicità e infine le similarità e le differenze tra le copie redatte in lingua italiana e in quella tedesca. La coesistenza di vecchi e nuovi media, la loro circolazione e la ricezione da parte del pubblico si inserisce nell’indagine più ampia che si pone l’obiettivo di inquadrare il processo di sviluppo storico dei media in tutte le sue dimensioni (economiche, tecniche, culturali, politiche e religiose).