Mediatizzare la rivoluzione: la propaganda bolscevica nell’Europa del dopoguerra (1918-1924)

Una parte della ricerca si occuperà della propaganda bolscevica nell’Europa del primo dopo-guerra. La rapida diffusione dello ‘spettro’ del bolscevismo in Europa subito dopo la fine della Prima Guerra mondiale fu dovuto soprattutto a due elementi di grande novità rispetto alle dottrine rivoluzionarie dei decenni precedenti: l’esistenza di una ‘terra promessa’ in cui la rivoluzione si era avverata, e l’impegno con cui la nuova classe dirigente russa intraprese la diffusione della propria dottrina rivoluzionaria. Non soltanto Mosca divenne il centro di irradiazione del nuovo movimento, ma anche la ‘palestra’ in cui esso veniva strutturato e soprattutto il laboratorio delle nuove forme attraverso cui trasmettere il messaggio rivoluzionario. Quanto a quest’ultimo aspetto, mezzi e modalità della stessa propaganda bolscevica costituirono una novità allettante per alcuni e preoccupante per altri, in ragione della loro innovatività e adattabilità rispetto ai destinatari in varie parti del continente, tanto tra i paesi vincitori come tra quelli sconfitti. Si indagherà sul modo in cui il messaggio rivoluzionario fu ‘mediatizzato’ dalla propaganda bolscevica sia in relazione ai contenuti (rappresentazione della nuova Russia come paradiso dei lavoratori, prospettive di soddisfazione delle esigenze dei popoli europei, modulazione del messaggio a seconda dei destinatari e dei contesti di ricezione), sia alle forme e ai mezzi impiegati (dall’arte d’avanguardia al cinema, dalla stampa clandestina e di quella legale).

Concentrando l’attenzione sul contesto italiano e su quello tedesco, tale sezione indagherà tanto la ricezione che tali messaggi conobbero presso i loro destinatari naturali, ovvero le classi sociali che gli autori identificavano come potenzialmente simpatetici della classe rivoluzionaria, quanto i responsabili governativi dei due paesi, accomunati dal timore di una convergenza tra le ragioni di malcontento domestiche e l’emulazione dell’esempio bolscevico.

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