Libro del Mese | Emanuela Scarpellini, Il fascismo delle cose. Oggetti e consumi nel Ventennio | Einaudi, 2026
FBK Sala riunioni ISIG
Fondazione Bruno Kessler - Polo delle Scienze Umane e sociali
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Cos’hanno in comune una banana, una saponetta, un francobollo e una fede nuziale? Nel Ventennio fascista, anche gli oggetti più comuni potevano diventare strumenti di propaganda, promesse di modernità o piccoli spazi di resistenza.
Il fascismo delle cose ci porta dentro la vita quotidiana degli italiani: ciò che mangiavano, indossavano, acquistavano e usavano per curare il corpo o rappresentare sé stessi. Il regime tentò di orientare gusti e comportamenti non solo con adunate e rituali, ma attraverso una propaganda a bassa intensità, diffusa nei consumi, nelle immagini e nelle esperienze sensoriali.
Il progetto, tuttavia, non funzionò mai in modo automatico: aziende e pubblicitari perseguivano interessi propri, mentre i consumatori accoglievano, adattavano o rifiutavano le direttive del regime. Dai prodotti coloniali all’autarchia, dai cosmetici agli oggetti commemorativi, il libro racconta un continuo confronto tra potere e società, segnato da seduzione e contraddizioni.
Una prospettiva originale per capire come il regime cercò di entrare nelle abitudini quotidiane e perché le sue “tracce materiali e culturali” sono sopravvissute così a lungo.
L’autrice dialogherà con Giovanni Bernardini (Università di Verona).
Ciclo di seminari: Il libro del mese
Coordinamento:
Matteo Fadini (FBK-ISIG)
Claudio Ferlan (FBK-ISIG)
Massimo Rospocher (FBK-ISIG)
Relatori
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Emanuela Scarpellini - SpeakerUniversità di Milano
Contatti
Organizzatori
L'iniziativa è stata realizzata anche grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura.